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LA SARTIGLIA

IL BANDO

(A cura di Stefano Castello e Maurizio Casu)

Per lunghi secoli l’attività dei banditori rappresentava una delle principali fonti di informazione di un’intera comunità. Tale formula di comunicazione e di avviso pubblico non mancava di segnalare eventi e cerimonie importanti quali potevano essere spettacoli ed avvenimenti celebrativi.

È verosimile che sin dalle più antiche edizioni, anche la corsa della Sartiglia venisse annunciata da un araldo nelle principali piazze della città di Oristano. Attualmente non si hanno documenti storici relativi a questa fase della giostra che ormai da alcuni decenni risulta istituzionalizzata e quindi parte integrante della manifestazione. La figura dell’araldo a cavallo e la lettura del bando risultano oggi i primi atti del giorno della Sartiglia.

L’avviso della corsa viene dato nelle mattine della domenica di quinquagesima e del martedì successivo, partendo dalla piazza Eleonora, la piazza prospiciente il palazzo di città. Il banditore, scortato da alcuni alfieri recanti le insegne della città e accompagnato da tamburini e trombettieri, percorre le strade del centro storico cittadino, raggiunge i borghi più vicini, e soffermandosi nei principali crocevia dà lettura dell’annuncio dell’imminente corsa.

In questo modo, l’araldo rende note le volontà dell’autorità civica, l’orario d’inizio della gara e i premi riservati ai cavalieri vincitori che, secondo l’antica costumanza, dovranno cimentarsi nelle prove di abilità con la spada e la lancia, si comunica inoltre la disposizione affinché tutti i cavalieri partecipanti siano sottoposti al comando e all’ordine del Componidori, ovvero del capocorsa già nominato.

L’autorità cittadina così, per provvedere all’utile e nobile divertimento dell’intera comunità, per voce dell'araldo invita contemporaneamente i cavalieri a partecipare alla giostra ed il pubblico a recarsi ad assistere alla corsa presso “sa seu de Santa Maria”, ovvero nel piazzale antistante la cattedrale della arcidiocesi arborense. 

 

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