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LA SARTIGLIA

LA CORSA ALLA STELLA

(A cura di Stefano Castello e Maurizio Casu)

Al termine della cerimonia della vestizione del Cumponidori, il corteo dei cavalieri guidato dal Cumponidori e preceduto dai trombettieri, dai tamburini e dalgremio che organizza la giostra della giornata, si dirige alla volta della via della Cattedrale di Santa Maria Assunta.

Nella storica strada, sede di numerosi edifici religiosi e trasformata dalla tribune e dalla sabbia sul percorso, la folla è in tripudio al passaggio del solenne corteo. È uno dei momenti più emozionanti della manifestazione. L’abbraccio della città e dei numerosi turisti provenienti da tutte le parti del mondo è forte. I curiosi che per la prima volta assistono ad un simile spettacolo sono rapiti, dall’imponenza dei cavalli, dall’eleganza dei cavalieri rivestiti degli antichi costumi della tradizione sarda e spagnola, dall’esplosione dei colori delle bardature, dal tripudio delle trombe e dall’incedere dei tamburi. Ma su tutto colpisce l’eleganza imponente e ieratica del Cumponidori, il re della corsa e della città che per un giorno attira su di sé le attenzioni e le aspirazioni di tutta una comunità.

Un triplice incrocio di spade tra il Cumponidori e il suo secondo dà inizio alla corsa. Il ritmo segnato dai tamburi rende solenne questa fase iniziale della giostra che si svolge proprio sotto il nastro verde che sostiene la luminosa stella di latta.

A partire da quel momento inizia la sfida. Il Cumponidori per primo tenterà la sorte cercando di cogliere al gran galoppo il bersaglio, poi  sarà la volta dei suoi due aiutanti di campo. Successivamente potranno cimentarsi nell’impresa tutti i cavalieri cui il capo-corsa darà l’onore della spada. Infatti lui e solo lui potrà scegliere chi, tra tutti i cavalieri, potrà affrontare il percorso della Cattedrale, tentare di cogliere la stella e quindi con ardimento, affrontare la pericolosa curva di San Francesco. La felice impresa dell’uomo a cavallo che coglie il bersaglio è motivo di grande gioia per il cavaliere, per il gremio e per tutto il pubblico che accoglie con un boato la stella centrata. Il cavallerizzo abile e fortunato potrà rientrare sul percorso, godersi il tributo dei tamburini, dei trombettieri e il caloroso applauso della folla festante. A lui rimarrà in ricordo una piccola stella d’argento consegnatagli in premio.

I cavalieri che per sorte e straordinaria abilità riusciranno nell’impresa di cogliere un’altra stella nella seconda giornata di Sartiglia riceveranno in premio una piccola stella d’oro.

Quando il Cumponidori decide di avviarsi verso la conclusione della corsa, rientra sul percorso riportando le spade utilizzate e consegnate alla massima autorità del “gremio” riceve su stoccu, la lancia di legno. Solo a lui e ai suoi compagni di pariglia sarà concesso l’onore di affrontare nuovamente il percorso in cattedrale e tentare di cogliere l’agognata stella con lo stocco.

Ultimate tutte le discese alla stella, il Cumponidori si reca nuovamente sul sagrato della cattedrale, riconsegna la lancia di legno e riceve il suo scettro di mammole. È questo uno dei momenti più emozionanti e toccanti della corsa. I tamburini con un ritmo straordinario accompagnano il capo-corsa che, benedicendo continuamente la folla facendo dei segni di croce con lo scettro di fiori, si dirige verso la Piazza Manno, punto di partenza delle discese alla stella. Lo squillo di trombe e il rullo dei tamburi annuncia sa remada, il coraggioso atto compiuto dal Cumponidori che chiude ufficialmente la corsa alla stella riverso sul cavallo, affrontando a gran galoppo il percorso salutando e benedicendo il “gremio” e tutti i presenti. La galoppata termina nel piazzale dove sostano tutti i cavalieri che con grida di giubilo e applausi salutano l’estremo atto compiuto dal capo della corsa. Da quel momento si ricompone il corteo dei cavalieri che ripercorrendo la via duomo e passando dal corso e dalla piazza Roma, si dirige verso la via Mazzini, teatro dove si svolgeranno le evoluzioni a pariglia. 

 

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